Secondo gli ultimi dati Audiweb, quasi tutta Italia è online. A fine 2016 gli italiani (compresi tra gli 11 e i 74 anni) che utilizzano Internet sono 42,6 milioni, pari all’88,7% della popolazione, in crescita di 2,8 punti percentuali Quindi se da un lato non stupisce il vantaggio dell’utilizzo di Internet da smartphone (con oltre 36 milioni di italiani, pari al 75,8%) sull’accesso da desktop (35,4 milioni pari al 73,8%), dall’altro ci sono margini di miglioramento per quanto riguarda la disponibilità di accesso ad Internet tramite smartphone. Un aspetto da non sottovalutare quando si decide di realizzare un sito responsive.
Rispetto al passato la user experience è cambiata e si è ridotto il livello di pazienza degli utenti. Ogni giorno siamo esposti ad un bombardamento mediatico senza precedenti. Ecco perché è necessario fare delle scelte. Scelte che diano valore alla risorsa più preziosa che abbiamo a disposizione: il tempo.
In pratica, se non si attira l’attenzione del potenziale cliente nei primi secondi, è impossibile recuperarla in seguito. E questo vale tanto nei video quanto nelle dirette e nelle stories sui social.
Meno utenti che cliccano comportano meno traffico. Meno traffico vuol dire meno guadagni e quindi riduzione del giro d’affari dell’azienda. Capite bene quindi quanto sia cruciale curare, in ogni dettaglio, la realizzazione di un sito responsive. Con dei test, prima del rilascio definitivo, ma anche con la professionalità di chi si occupa di UX e UI.
E’ sconsigliata la creazione di due siti (uno per il mobile e uno per desktop). Molto meglio soluzioni responsive con un sito unico su tutti i dispositivi. Caratteristica, questa, che vi consentirà di avere buone posizioni nel ranking Google. Chi perderebbe questa opportunità? Nessuno. Certo: le soluzioni responsive costano di più. Ma se si vogliono aumentare le proprie possibilità di ritagliarsi una fetta di mercato bisogna, almeno all’inizio, investire.
.