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“Ecco il modo per ottenere il nuovo iPhone a soli 50 euro!”

“Il pianeta Nibiru minaccia di colpire la terra!”

A quanti di voi è mai capitato, durante la navigazione sul Web, di imbattersi in articoli simili a questi?
E, soprattutto, quanti non possono che ammettere di essere stati per un attimo (o forse anche più) tentati di approfondire l’argomento?

Questi sono solo alcuni tra i tanti esempi di possibili Fake News che si possono incontrare in rete.

Ma cos’è più precisamente una fake news?
E, soprattutto, come si fa a riconoscerla?

Prima di tutto chiariamo il fatto che le fake news sono sempre esistite, anche prima dell’avvento del Web, ma negli ultimi anni grazie (anzi, per colpa) della diffusione digitale il fenomeno ha raggiunto livelli esorbitanti.
Basti pensare alla velocità con cui le notizie si diffondono sui vari social media: un utente legge una notizia, ne rimane colpito e la condivide. Da qui inizia una catena senza fine che porterà, nel caso di una fake news, ad una disinformazione di massa.

È importante sempre ricordare che più veloce è il mezzo, più lo sarà la diffusione del contenuto.

Il tentativo delle Fake News consiste appunto nel cercare di catturare l’attenzione dei lettori servendosi di titoli sensazionalistici che spesso, se non sempre, non coincidono con il contenuto dell’articolo; oppure, al contrario (ed è anche peggio), affermano più fermamente la falsa notizia annunciata, ingannando così l’utente.

Questa loro preoccupante diffusione (soprattutto sui social media) è causata dal fatto che al giorno d’oggi il pubblico non sia in grado di selezionare le informazioni che riceve; non possiede (o non sa utilizzare) gli strumenti utili per distinguere il falso dal vero.

Le fake news hanno la mira, come già detto, di attirare l’interesse degli utenti e ottenere in questo modo un maggior numero di visualizzazioni al proprio sito web.
Si tratta però di un sbaglio enorme: per un sito è più conveniente “prendere” un click in meno, piuttosto che attirare l’attenzione affermando una fake news (il giornalista, firmando l’articolo, si prende anche la responsabilità delle eventuali falsità contenute in esso).

Ciò comporta in primo luogo una perdita di credibilità e, come è ovvio che sia, il lettore di conseguenza non sarà portato a visitare nuovamente un sito che non infonda fiducia.

La brutta notizia è che contrastare le fake news risulta ormai molto complesso e questo non solo per l’incredibile velocità di diffusione delle notizie sul Web, ma anche per altri due motivi: il primo è dato dal fatto che una notizia falsa non sia mai composta esclusivamente da “bufale”, ma possieda sempre una parte (seppur minima e marginale) di verità.
Per questo risulta difficile riconoscerle: notizie verosimili, verità parziali alle quali il lettore è portato a credere senza porsi troppe domande.
Per quanto riguarda invece il secondo motivo, è ormai noto che le persone tendono a credere a tutto ciò che confermi le proprie tesi e (soprattutto) i propri pregiudizi, a ciò che fornisce loro spiegazioni semplicistiche a fatti complessi: ecco così che ogni avvenimento ritorna utile per infangare la verità, modificarla e plasmarla a proprio piacimento, andando ad influenzare gli orientamenti culturali, politici e sociali dell’opinione pubblica.

Ora, direte voi, ma quindi è impossibile riconoscere una fake news… sbagliato!

Per riconoscere una fake news la prima cosa da fare è interrogarsi sull’origine della notizia, verificando quindi l’attendibilità del sito e delle fonti.

È importante altresì verificare la veridicità delle immagini contenute nell’articolo: in molti casi infatti si tratta di immagini ritoccate, false, oppure (e spesso) de-contestualizzate e sfruttate, appunto, al di fuori del loro contesto di appartenenza per confondere e convincere gli utenti.

In conclusione, si deve fare attenzione a non dare sempre per scontata la veridicità assoluta delle varie notizie che incontriamo sul Web: è bene informarsi approfonditamente e confrontare altre fonti prima ancora di condividere e rischiare così di diventare complici di una sempre più diffusa disinformazione di massa.