Siamo ormai tutti d’accordo: il giornalismo tradizionale sta svanendo per lasciare il posto al digital journalism.

È sempre più frequente, infatti, avere l’occasione di intravedere per strada, sui mezzi pubblici, al lavoro, persone che consultano le notizie del giorno direttamente dal proprio dispositivo mobile.

Ma quali sono le caratteristiche fondamentali del giornalismo digitale?
E, sopratutto, cosa lo differenzia da quello tradizionale, cioè cartaceo?

Con l’avvento del Web la professione giornalistica si è dovuta adattare alle nuove regole della comunicazione online.
Sono cambiati, per esempio, i tempi e i mezzi di diffusione, le modalità di recupero delle informazioni, la proposta delle stesse.

Vediamo più nel dettaglio i diversi punti.

Diffusione

I tempi di propagazione della notizia si sono accorciati notevolmente, fino ad arrivare al punto di averci ormai abituati a ricevere le notizie “in tempo reale”.
I giornali cartacei si contraddistinguono per una serialità: frequenza decisa dall’editore con la quale escono di volta in volta le nuove edizioni.
Con il web journal, o giornale elettronico, questo aspetto viene a mancare dato che si è in presenza di un continuo aggiornamento H24.

Ciò comporta, però, una scarsa rigorosità nella verifica delle fonti: quello che conta sul Web è la tempestività.
In questo modo il tutto si trasforma in una competizione a chi arriva per primo, a chi fornisce al pubblico la notizia più appetitosa e sconvolgente.
Per questi motivi è, purtroppo, sempre più diffuso il fenomeno del clickbait, o clickbaiting: tecnica che consiste nel creare titoli sensazionalistici o ingannevoli che incuriosiscano affinché il navigatore clicchi sul link dell’articolo. La notizia, successivamente, si rivela parzialmente o interamente differente.

Interazione

Con il Web l’utente ha la possibilità di commentare, di lasciare la propria opinione e confrontarsi con gli altri.
Il feedback diventa così un punto fondamentale grazie al quale i giornalisti online hanno la possibilità di interagire con il loro pubblico, il quale, a sua volta, può fornire un contributo personale.
Se il giornalismo tradizionale comporta una comunicazione a senso unico, dove il giornalista comunica una notizia, un’idea, ed il lettore non ha altra scelta che assorbirla e farla propria senza poter replicare, con il digital journalism viene messo a disposizione uno spazio di confronto e scambio di opinioni.

Tutto questo è favorito dall’integrazione con i social media: ormai non vi è più alcuna pagina di quotidiani o periodici online che non offra la possibilità di condividere la notizia e commentarla direttamente sui vari social media (Facebook e Twitter in primis).

Allo stesso tempo, proprio perché la condivisione di opinioni è diventata così popolare, il confine tra realtà e considerazioni personali potrebbe risultare offuscato.
Il giornalista ha il compito (ancora più difficile sul Web) di accertarsi sempre sulla veridicità delle fonti, di monitorare i commenti, facendo luce su eventuali fraintendimenti da parte degli utenti, e di scegliere con cura il linguaggio utilizzato in base alla piattaforma sulla quale sceglie di condividere la notizia.

Multimedialità

Con il mondo digitale non si è più limitati alla parte testuale o di immagini come accade nel cartaceo.
All’interno delle pagine web vengono inseriti suoni, clip, video in diretta, sondaggi in tempo reale e qualunque cosa si ritenga possa essere un elemento aggiuntivo, rafforzante della parte meramente testuale.

Articoli brevi, ma focalizzati

L’utente di oggi, si sa, va di fretta ed è alla ricerca di un articolo che fornisca notizie essenziali in un numero inferiore di caratteri rispetto al cartaceo.
Mentre siamo sulla metro, in piedi, aggrappati alla maniglia per non cadere e schiacciati fra altre mille persone, ciò che ci interessa veramente è poter aggiornarci dal nostro mobile velocemente in poche righe.
Ciò quindi comporta articoli brevi, ma densi di informazioni fondamentali.

Piattaforme e linguaggio

Lo spazio di pubblicazione delle notizie nel cartaceo è unico (il giornale o la rivista), mentre con il giornale digitale si aprono le porte a molteplici canali di comunicazione e diffusione, ognuno dei quali possiede un proprio linguaggio che deve adattarsi, di volta in volta, al pubblico di riferimento.

In conclusione, siamo davanti ad un linguaggio contro una molteplicità di linguaggi, un unico giornalista che ci parla, contro un’intera rete che comunica e si confronta.
Questo non vuol dire però che in un’ipotetica battaglia avrebbe la meglio il giornalismo digitale su quello cartaceo: si tratta semplicemente di due diverse generazioni e del passaggio dall’una all’altra.