Lo scorso 22 giugno 2018, con la pubblicazione del decreto attuativo sul credito d’imposta, è stato chiarito come funziona e chi può richiederlo. Ecco tutti i dettagli.

Il Bonus formazione 4.0 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e consiste in un credito d’imposta con importo pari al 40% delle spese sostenute dal 1 gennaio 2018 per gli investimenti nella formazione (con lo scopo di acquisire competenze tecnologiche) che siano inglobate nel progetto Industria 4.0.

Il credito d’imposta rappresenta un incentivo fiscale per le imprese che intendono investire nella formazione del proprio personale. Viene definito dettagliatamente all’interno del testo del MISE, dove sono specificate le spese ammesse e il fatto che possa essere utilizzato esclusivamente in compensazione.

Di cosa si tratta

Il bonus formazione 4.0, come già detto, è un incentivo fiscale con procedura automatica, usufruibile esclusivamente in compensazione, per determinate spese finalizzate alle formazione dei propri dipendenti nei settori delle tecnologie previste dal “Piano Nazionale Industria 4.0”.

Secondo quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2018 il bonus ha lo scopo di supportare e incentivare l’acquisizione di competenze sulle tecnologie 4.0 negli ambiti delle tecniche, delle tecnologie di produzione, dell’informatica, della vendita e del marketing da parte dei lavoratori dipendenti di imprese italiane.

L’incentivo si riferisce esclusivamente alle spese ammissibili sostenute con decorrenza a partire dal 1 gennaio 2018.

L’agevolazione è pari al 40% di queste spese sostenute nell’anno 2018, con un limite massimo di 300.000 euro per ogni impresa beneficiaria.

Il credito d’imposta per la formazione 4.0 rappresenta un incentivo per aumentare gli investimenti delle varie imprese nell’acquisizione da parte del personale di specifiche competenze tecnologiche e digitali.

Il decreto attuativo è stato firmato il 14 maggio da MEF, MISE e Ministero del Lavoro e  successivamente pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 giugno 2018.

Come funziona

L’articolo 1 comma 46 della Legge di Bilancio 2018 stabilisce che il credito d’imposta consiste in un rimborso del 40% a tutte le imprese che investono dal 1 gennaio 2018 in attività finalizzate alla formazione 4.0 dei propri dipendenti, fino ad un importo massimo annuo pari a 300.000 euro per ciascun beneficiario.

Per dimostrare il sostenimento effettivo delle spese in formazione è necessario richiedere il rilascio di apposita certificazione al revisore legale dei conti.

Nel caso di imprese non obbligate alla revisione dei conti sarà necessaria la richiesta del rilascio dei documenti da parte di una società di revisione (un revisore legale).

Per quanto riguarda, invece, imprese che richiedono la certificazione ad un revisore esterno, per le spese sostenute per ottenere la documentazione, è riconosciuto in aumento del credito d’imposta, un importo non superiore al minore tra quello effettivamente sostenuto e 5.000 euro fermo restando il limite di 300.000 euro.

Tra le spese ammesse rientra soltanto il costo aziendale, che verrà calcolato sulla base delle retribuzioni dei dipendenti, al lordo di ritenute e contributi, ratei del TFR, delle mensilità aggiuntive, delle ferie e dei permessi e delle eventuali indennità di trasferta concesse al lavoratore in caso di attività formative svolte fuori sede.

Sara necessario redigere una relazione che illustri le modalità organizzative e i contenuti delle attività di formazione svolte.

Tale relazione, in caso di attività svolte internamente all’impresa, dovrà essere redatta dal responsabile aziendale delle attività di formazione.

In caso di attività di formazione assegnate da soggetti esterni, la relazione dovrà essere redatta e rilasciata all’impresa del soggetto formatore.

Dovranno altresì essere indicate, per quanto concerne l’indicazione del bonus formazione 4.0 in dichiarazione dei redditi, il numero di ore e dei lavoratori dipendenti che prenderanno parte alla formazione durante il periodo d’imposta di sostenimento delle spese fino al termine di fruizione del credito d’imposta. Per quanto riguarda queste ultime indicazione sarà necessario seguire le istruzione fornite dall’Agenzia delle Entrate.

Rientrano nel credito d’imposta anche le spese relative a personale dipendente che partecipa in veste di tutor o docente in attività di formazione. In questo caso le spese ammesse non potranno eccedere il 30% della retribuzione complessiva annua spettante al lavoratore dipendente.

Beneficiari

Nel decreto vengono elencanti i soggetti che potranno beneficiare del bonus, compresi gli enti non commerciali (ad esempio le università) che, esercitando un’attività commerciale, avranno diritto ad accedere al credito d’imposta in relazione al personale dipendente impiegato anche non esclusivamente in tali attività.

Restano escluse dalla possibilità di beneficiare del bonus le “imprese in difficoltà”, come definite dall’articolo 2, punto 18), del Regolamento (UE) n.651/2014.

Ai sensi di quanto stabilito dal decreto di attuazione della misura, potranno beneficiare del credito d’imposta tutte le imprese residenti in Italia, comprese le stabili organizzazioni, senza particolari requisiti relativi all’attività economica esercitata, al regime contabile o alle modalità di determinazione del reddito.

Dunque, il bonus formazione 4.0 potrà essere riconosciuto a tutte le imprese, indipendentemente dalla loro forma giuridica, dal settore economico in cui operano e dal regime contabile adottato, che investono in attività di formazione nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017 (dunque dal 1 gennaio 2018).

Ecco di seguito l’elenco delle tecnologie che potranno beneficiare di tale bonus:

  • Big data e analisi dei dati
  • Cloud e fog computing
  • Cyber security
  • Simulazione e sistemi cyber-fisici
  • Prototipazione rapida
  • Sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e realtà aumentata (RA)
  • Robotica avanzata e collaborativa
  • Interfaccia uomo macchina
  • Manifattura additiva (o stampa tridimensionale)
  • Internet delle cose (Internet of Things) e delle macchine
  • Integrazione digitale dei processi aziendali

Le attività di formazione dovranno essere organizzate e previste da contratti collettivi aziendali o territoriali, depositati presso l’ITL competente.

Sarà necessario, inoltre, rilasciare a ciascun lavoratore dipendente un’attestato di partecipazione alle attività formative.